Economia Circolare attenti al Greenwashing

Grande Interesse per la presentazione del libro ” Molestie Olfattive “
25 Maggio 2022

Man painting green pollution from a chimney. greenwashing malpractice concept

Economia Circolare e Greenwashing

Per le aziende Green che vogliono emergere nel nuovo millennio è utile avere una visione d’insieme sia sul digital che nell’economia circolare. Il motivo è semplice: l’economia circolare o green economy è il modello di crescita attuale  e sociale , basata su una condotta eco-sostenibile delle imprese.

Migliorare l’immagine dell’impresa nell’economia circolare e nella comunicazione green ormai è una necessità.

Due modi per migliorare l’immagine del brand dimostrando il proprio impegno a favore dell’ambiente potrebbero essere: lanciare iniziative ambientali a nome dell’azienda, patrocinare campagne di sensibilizzazione oppure , ma l’uno non esclude l’altro collaborare con testimonial , ora chiamati influencer , impegnati per l’ambiente, per fare awareness su un tema che sta a cuore all’azienda. Ovviamente a tutte queste attività va poi data visibilità , sul proprio sito, sui social, e con le Digital PR.

Le “3 R” dell’economia circolare: riduzione, riuso, riciclo

Ricordiamo che l’economia circolare si basa sul principio delle “3 R” reduce, reuse, recycle:

  • riduzione di sprechi, rifiuti, imballaggi, materie prime ed energia;
  • riuso di un bene il più a lungo possibile;
  • riciclo e riconversione in materia prima degli scarti.

Che cosa è il Greenwashing ?

 

Quando le aziende hanno capito che avere un’immagine green beneficiava alle loro casse, in molte sono corse a darsi un apparente abito verde . Per greenwashing si intende infatti l’adozione di pratiche eco-sostenibili “di facciata”.

Di greenwashing sono accusate anche molte multinazionali un esempio è HM,che si presenta come green promuovendo campagne di riciclo dei vestiti, ma resta di base un’azienda fast-fashion. Ma ai consumatori queste incongruenze non sfuggono.

Attenzione quindi alla richiesta di accountability verso comportamenti non proprio eco-sostenibili.

Un esempio? La campagna #whomademyclothes (chi ha fatto i miei vestiti?) lanciata su Instagram. I brand vengono taggati in post o stories con i vestiti e l’hashtag, per chiedere trasparenza al marchio. Inevitabilmente, nel calderone sono finiti anche brand tacciati di greenwashing.

Bisogna comunque considerare che essendo considerata pubblicità ingannevole, quella del Greenwashing è una realtà controllata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

In conclusione le campagne verdi devono essere trasparenti ed avere un peso aziendale importante, si devono contattare influencer veramente coerenti con il loro stile di vita ecosostenible ed il prodotto o servizio che viene pubblicizzato deve realmente avere un anima ” green” altrimenti si crea un effetto boomerang!

Economia circolare attenti al greenwashing!

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