L’importanza di monitorare il mercurio nelle acque

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L’importanza di monitorare il mercurio nelle acque

 

Il mercurio, un elemento noto fin dall’antichità per la sua straordinaria liquidità e versatilità, si rivela oggi come una minaccia silenziosa per gli ecosistemi acquatici di tutto il mondo. La sua presenza nelle acque, sia dolci che marine, sta emergendo come un problema ambientale sempre più urgente, con gravi implicazioni per la salute umana e la biodiversità marina.

 

Le fonti principali di contaminazione da mercurio nelle acque includono:

  1. Attività antropiche: Le attività industriali come l’estrazione mineraria, la produzione di energia elettrica da carbone e l’utilizzo di mercurio nei processi industriali possono rilasciare grandi quantità di mercurio nell’ambiente acquatico attraverso lo scarico diretto o il deposito atmosferico.
  2. Sversamenti e rilasci accidentali: Incidenti industriali, sversamenti di rifiuti industriali e attività di smaltimento dei rifiuti possono causare il rilascio diretto di mercurio nelle acque dolci e marine, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi acquatici.
  3. Fonti naturali: Sebbene le attività antropiche siano la principale fonte di contaminazione da mercurio nelle acque, esistono anche fonti naturali di mercurio, come i vulcani sottomarini e i sedimenti marini ricchi di mercurio.

 

Il mercurio può avere una serie di effetti negativi sulla vita marina e sugli ecosistemi acquatici, inclusi:

  1. Biodiversità ridotta: Il mercurio può danneggiare la biodiversità marina, influenzando la riproduzione, lo sviluppo e la sopravvivenza di molte specie acquatiche, compresi pesci, molluschi, crostacei e alghe.
  2. Interruzione delle catene alimentari: Il mercurio metilato tende ad accumularsi nei pesci e negli organismi acquatici, concentrandosi man mano che si sposta lungo la catena alimentare. Questo può portare a livelli pericolosamente alti di mercurio nei pesci predatori, come il pesce spada e il tonno, con gravi conseguenze per i consumatori umani.
  3. Impatti sulla salute umana: Il consumo di pesci contaminati da mercurio può avere gravi effetti sulla salute umana, specialmente per le donne in gravidanza e i bambini in fase di sviluppo. Il mercurio può danneggiare il sistema nervoso centrale, causare danni cerebrali, ritardi nello sviluppo cognitivo e problemi di comportamento.

 

Per affrontare il problema della contaminazione da mercurio nelle acque, è necessario adottare una serie di misure e strategie, tra cui:

  1. Riduzione delle emissioni: Ridurre le emissioni di mercurio dalle fonti antropiche attraverso l’adozione di tecnologie pulite e pratiche di gestione ambientale responsabili.
  2. Controllo degli scarichi: Implementare sistemi di trattamento delle acque reflue per rimuovere il mercurio prima dello scarico nelle acque superficiali e sotterranee.
  3. Monitoraggio ambientale: Condurre programmi di monitoraggio regolari per valutare la presenza e i livelli di mercurio nelle acque e negli organismi acquatici, identificando le fonti di contaminazione e valutando l’efficacia delle misure di mitigazione.
  4. Sensibilizzazione e educazione: Sensibilizzare il pubblico sui rischi associati al consumo di pesci contaminati da mercurio e promuovere pratiche di pesca sostenibile e consumo consapevole di prodotti ittici.

 

In conclusione, la presenza di mercurio nelle acque rappresenta una minaccia significativa per gli ecosistemi acquatici e per la salute umana, richiedendo un’immediata attenzione e azione da parte della comunità internazionale. Solo attraverso sforzi concertati e collaborativi possiamo sperare di proteggere le acque e preservare la ricca biodiversità marina per le generazioni future.

 

È possibile monitorare il mercurio, con lo strumento MVI (rilevatore di mercurio portatile), commercializzato da Green Science.

 

 

 

Ludovica Alberti

Social Media Manager

 

 

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